BIOGRAPHIES OF MUSICIANS
Listen to the voice of Färädä Gola (who also plays mäsinqo in this recording) and the voice of Nǝgatwa Kälkay
Listen to the performance of ato Wäldä Maryam
ITA
BIOGRAFIE DEI MUSICISTI
Esiste una linea di ricerca che richiede con urgenza di essere sviluppata nei prossimi anni. Riguarda le storie personali e collettive dei musicisti, la cui arte è conservata in queste registrazioni. È in questa direzione che dovrebbero muoversi gli studi futuri. L’archivio ricostruito dovrebbe essere considerato come una base per ulteriori ricerche, con la speranza che emergano nuove fonti documentarie, così come testimonianze di storia orale, a sostenerlo.
Attualmente, la pubblicazione dell’archivio rimette in circolazione un patrimonio culturale precedentemente marginalizzato. Tuttavia, il sistema politico e sociale entro cui le registrazioni furono prodotte – con il suo apparato di coercizione, segregazione e violenza – occupa ancora una posizione centrale nella narrazione. È necessario mettere in primo piano le esperienze di vita, così come i percorsi collettivi e individuali dei musicisti, per rendere più evidente l’agency degli artisti e delle loro comunità.
Sebbene resti ancora molto da fare, in alcuni casi disponiamo di informazioni su momenti chiave della vita di specifici musicisti.
Probabilmente, l’interprete più nota tra gli artisti registrati è Nǝgatwa Kälkay. Originaria della regione del Wällo, Nǝgatwa non proveniva da una famiglia di azmari, ma possedeva un notevole talento vocale e un timbro che rimane riconoscibile nelle registrazioni. In varie interviste negli anni successivi, descrisse la sua vita durante l’occupazione italiana, sottolineando come la sua partecipazione a quelle sessioni di registrazione fosse, per lei, un modo per inviare un messaggio di speranza a tutti gli etiopi costretti a vivere sotto quel regime. Evidenziò inoltre la sua autonomia nella scelta del repertorio e nell’uso della strategia del “cera e oro” (sämənna wärq), inserendo significati stratificati all’interno di testi apparentemente semplici. Rimase molto attiva dopo il ritorno dell’Imperatore, ma si ritirò dalla vita artistica professionale dopo alcuni anni. Ciononostante, continuò a essere una figura pubblica rispettata e ricevette un dottorato honoris causa dall’Università di Addis Abeba.
Färädä Gola era un suonatore di mäsinqo e cantante. Già riconosciuto come azmari durante il periodo italiano, divenne una figura centrale dell’Hagär Fǝqr Tiyatǝr – istituzione fondata dall’Imperatore in un ex edificio militare italiano per promuovere un senso di unità nazionale messo alla prova dagli anni dell’occupazione, di cui fece parte anche Nǝgatwa per alcuni anni. Färädä registrò numerosi dischi per la collezione Checchia, spesso in collaborazione con altri musicisti e cantanti.
Alcune delle registrazioni più preziose documentano il repertorio del bägäna e i suoi interpreti del periodo: Dämse Dästa, ato Wäldä Maryam, Gǝbräśǝllase Täsämma. Studiosi e praticanti dello strumento attribuiscono grande importanza alla conoscenza dei nomi, delle vite e della musica degli artisti che li hanno preceduti. Inoltre, poiché il bägäna è uno strumento devozionale, i canti registrati rappresentano non solo creazioni artistiche, ma soprattutto atti di devozione che ancora oggi continuano a ispirare ascoltatori e musicisti.
QR-Code: scopri di più e ascolta la loro musica
L’immagine mostra musicisti non identificati.